Negli ambienti hospitality, la luce definisce non solo come uno spazio viene visto, ma anche come viene vissuto e ricordato. Al Roof Bar del Public Hotel di New York, l’illuminazione opera come uno strato sottile ma decisivo, plasmando l’atmosfera attraverso il contrasto, il colore e il ritmo piuttosto che l’intensità.

L’hotel, concepito da Herzog & de Meuron come parte della visione di Ian Schrager di una forma di lusso più accessibile e orientata all’esperienza, è progettato attorno a ambienti attentamente curati ma informali. In questo contesto, il lighting design sviluppato da Isometrix Lighting Design gioca un ruolo centrale nel definire l’identità degli spazi, utilizzando la luce non semplicemente per illuminare, ma per strutturare la percezione e l’esperienza.

Al rooftop bar, questo approccio si traduce in una composizione stratificata in cui diverse qualità di luce coesistono in un contrasto deliberato. Il bagliore caldo del bancone del bar crea intimità e un punto focale sociale, mentre una serie di linee luminose blu lineari incassate nel pavimento introduce un ulteriore livello distintivo e atmosferico nello spazio. Posizionate su un piano visivo basso, queste linee non competono con l’architettura o con lo skyline, al contrario, agiscono come marcatori spaziali discreti, guidando il movimento, definendo il ritmo e contribuendo a un linguaggio visivo coerente.

L’uso di un blu Royal profondo diventa un elemento chiave all’interno di questa strategia. Piuttosto che funzionare come un colore decorativo, rafforza la gerarchia percettiva dello spazio, creando un dialogo tra caldo e freddo e tra l’ambiente e la città. Di notte, le linee appaiono come tracce luminose sul pavimento, mentre di giorno rimangono visibili come presenza grafica, mantenendo continuità nella narrazione spaziale.

Raggiungere questa doppia condizione — presenza sia quando sono illuminate sia quando sono spente — ha richiesto un allontanamento dalle soluzioni convenzionali. I sistemi lineari standard con diffusori opalini sarebbero apparsi neutri alla luce del giorno e insufficientemente saturi quando accesi, non riuscendo a soddisfare l’intento visivo preciso definito dal concept illuminotecnico.

La soluzione è stata sviluppata attraverso una stretta collaborazione con Aldabra, portando a una versione personalizzata di EK1, il loro sistema lineare incassato. Invece di basarsi esclusivamente sulla luce colorata, lo strato esterno in resina è stato pigmentato per corrispondere esattamente al blu Royal richiesto per il progetto. Questo consente alle linee di mantenere un intenso colore blu quando sono spente, producendo al contempo una tonalità vivida e satura anche quando sono illuminate.

Oltre al contributo visivo, il sistema risponde anche alle condizioni impegnative di un ambiente hospitality. Sebbene originariamente sviluppato per applicazioni esterne, la sua durabilità si è rivelata particolarmente adatta agli interni di un rooftop bar: un ambiente caratterizzato da intenso traffico pedonale, esposizione a liquidi e frequenti operazioni di manutenzione e pulizia. La resistenza ad acqua, agenti chimici, urti e usura garantisce prestazioni a lungo termine senza compromettere l’integrità del design.

In definitiva, il progetto dimostra come la luce, quando concepita come parte integrante della narrazione architettonica, possa operare come un vero e proprio materiale. Attraverso un attento equilibrio di contrasto, colore e posizionamento, il design stabilisce un’identità visiva continua che rimane presente sia di giorno sia di notte, modellando nel tempo il modo in cui lo spazio viene percepito ed esperito.